Prestigino 2012 – Le Cronache di Romagna 1^ Prova

Sabato 7 aprile 2012, vigilia di Pasqua, ore sette del mattino, ritrovo al solito posto a Morciano, e si riparte anche quest’anno: con l’inedito percorso Quattro Colli prende infatti ufficialmente il via la seconda edizione del Prestigino!
L’anno scorso nella prima tappa avevamo affrontato i duecento chilometri di Pergola-Mondavio ed Isola Fossara, che saranno disputati anche in questo 2012, ma più avanti nel corso della stagione.

Al cancelletto di partenza troviamo Ottavio, Giorgio Montanari, Pio, l’Iguana Frank, Enrico Gamboni, Luigi, la new entry Dario Bonomi, Roberto Straniero, Mirko Migani, Robi Aureli, Paolo Magnani, il sottoscritto, Mario e Cenci Sr. Il chilometraggio di giornata non è proibitivo (125 km) ma il dislivello notevole (2350 metri) ci preannuncia che la tappa sarà molto dura, perchè affrontata nella prima fase della stagione, quando le gambe di molti, complici il nevone ed il freddo polare dei mesi scorsi, non sono ancora entrate a regime. Il cielo è velato, ma non sono certo nuvole che preannunciano pioggia; pertanto, si può partire tranquilli.

Una volta giunti a Mercatino Conca si gira a destra verso Borgo Maggiore, dove si aggrega a noi anche Centanni (che, così facendo, taglia notevolmente il percorso da compiere pretendendo però che gli si convalidi egualmente la partecipazione ai fini della conquista del trofeo: comportamento sicuramente scorretto, tantochè si preannunciano aspri ricorsi alla giustizia sportiva da parte degli altri partecipanti, che non si lasceranno certo convincere a tornare sui propri passi a seguito di generose elargizioni corruttive di bustine di Succo Noni in regalo).

Da Borgo Maggiore si scende in picchiata verso la Marecchiese. Brevissima sosta per attendere il ricongiungimento di tutti. Apprendiamo che Gamboni, in ritardo sulla prima salita di giornata, ha dei problemi al cambio e che probabilmente ha deciso di tornare indietro. Fortunatamente però, lo vediamo sopraggiungere, segno che i problemi sono risolti e che potrà proseguire con noi.

Dopo qualche chilometro sulla Marecchiese si svolta a destra, nei pressi di Secchiano, per scalare il Passo Siepi (o Passo del Grillo, che dir si voglia). L’ascesa è abbastanza semplice, circa 4 km al 4-5% medio, su strada a traffico praticamente nullo. Il gruppo, come anche a Borgo Maggiore, sale su compatto, e la cosa si rivela assai utile, dato che, pur essendo la temperatura gradevole, il vento sferza abbastanza intensamente, e tutti sappiamo quanto possa rivelarsi deleterio durante le soste di ricongiungimento. La discesa è invece più impegnativa: l’asfalto in alcuni punti è infatti decisamente malmesso, mentre nell’ultima parte ci si presenta invece un tratto di strada compiutamente bianca. Basta tuttavia un minimo di attenzione in più per scendere tranquillamente.

La successiva ascesa di giornata è quella di Monte Tiffi, salita storica della Nove Colli: scalata breve (meno di tre chilometri), ma decisamente impegnativa, dato che i primi tornanti salgono a pendenze decisamente in doppia cifra. Nel giro di un paio di minuti ci si ricongiunge sulla vetta, si fa acqua alla fontana e si procede verso Perticara, paese dal quale ci separano circa quattordici chilometri, poco più della metà dei quali in salita, lieve nella prima parte, più decisa nell’ultima. Qui il gruppo si fraziona, ma con distacchi leggeri, e in meno di cinque minuti si è tutti nella piazza centrale per il ristoro più lungo. 

La parte più difficile della giornata deve per ancora presentarsi sotto le nostre ruote: dopo aver imboccato la discesa verso la Marecchiese infatti, svoltiamo a destra prima di arrivare in fondo (ricalcando così fedelmente il percorso della Nove Colli) per imboccare una strada secondaria che ci conduce rapidamente a Ponte Molino Baffoni, dove imbocchiamo la lunga ascesa che ci porterà a raggiungere, nell’ordine, Maiolo, la Madonna di Pugliano ed il valico di Villagrande. Il dislivello da spianare è notevole: circa settecento metri spalmati su dodici chilometri di strada. Una salita, insomma, di quelle che, in gergo tecnico, “fanno la differenza”. Il frazionamento, non per niente, è qui più netto, fin dai primi chilometri. Io, consapevole del mio non certo eccelso stato di forma, metto su un rapporto agile e faccio gruppo, in fondo, con Paolo, Centanni, Mirko, Giorgio ed Enrico, che ha deciso di resistere stoicamente nonostante avrebbe avuto pure a disposizione la scusa del problema al cambio per tornarsene a casa senza attirarsi le prese in giro dei compagni. La salita è molto regolare, con pendenze quasi sempre comprese tra il quattro e il sette per cento, ma non finisce veramente più. Nel gruppetto tuttavia ci si fa compagnia a vicenda e, tra una pataccata e l’altra, si arriva in cima dopo circa settanta minuti di ascesa. Il ritrovo è alla fontana solita di Villagrande, dove anche quelli con la gamba più in forma sembrano essere arrivati da non tanti minuti (correggetemi se sbaglio). Le difficoltà sono finite e, messa su la mantellina, ci aspettano i trentacinque chilometri di declivio verso Morciano. Io, ben sapendo che tanto su quella strada mi stacco sempre (faccio fatica a tenere la ruota nelle discese leggere leggere in cui bisogna pedalare, per cui, se devo scapicollarmi facendo una gran fatica laddove di solito ci si riposa, tanto vale calare un pelo e venire giù in tranquillità). Verso Monte Cerignone tuttavia i compagni di squadra – fin troppo gentili – mi hanno atteso, e così si riparte. Io, tanto per confermare ulteriormente le mie scarse doti, riperdo nuovamente contatto per poi ricongiungermi (grazie all’attesa degli altri, non certo per merito mio!) a Mercatino.

Il vento è favorevole, e la sparata fino all’arrivo è perciò degna di nota, con velocità che raramente scendono sotto i quarantacinque orari. All’una e un quarto circa facciamo il nostro arrivo a Morciano, dove ci si scambia rapidamente gli auguri di buona Pasqua e si fa ritorno alle proprie dimore, avendo messo nel carniere la conquista della prima tappa del Prestigino.

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