Le Cronache di Romagna: Corinaldo

28/08/2011, settima e penultima tappa del Prestigino: Corinaldo, 147 km.

Giornata importante per i Biondi e per il loro trofeo, giacchè oggi saranno decretati i primi prestigiosi! In cinque sono in lizza per ottenere il titolo (Aureli, Bendinelli, Bilancioni, Montanari e Pascucci), e tutti e cinque, come preventivato, si presentano puntuali alla partenza! Oltre a loro, altri cinque sono ancora in gara avendo totalizzato una sola assenza nelle sei precedenti uscite (Andreini, Giorgi Ottavio, Masini, Priori e il sottoscritto), ma dovranno sudarsi il trofeo fino all’ultima uscita, senza assentarsi più. Purtroppo, notiamo prima di partire che Ottavio è assente, e che quindi è costretto ad uscire dalla lista dei dieci candidati. La giornata, dopo l’intollerabile caldo torrido della settimana appena trascorsa, si presenta più fresca, con temperature più sostenibili ed un vento deciso che probabilmente creerà qualche problema. L’uscita è stata inserita nel Prestigino per via della sua lunghezza, dato che le difficoltà altimetriche (nemmeno 800 metri di dislivello, quasi tutti concentrati nel saliscendi circostante a Corinaldo) sono a malapena degne di nota.

Alla partenza siamo più o meno una trentina, ma più o meno solo i due terzi dei presenti effettueranno tutto il giro. Giornata da passisti puri, e non per niente il panorama di ruote ad alto profilo è più consistente del solito. Già nella strada che ci porta a Fano si vede che aria tira, e l’andatura assume ritmi sostenuti, raramente al di sotto dei 38 km/h nonostante il vento laterale; a ruota, comunque, si sta più che bene. Nemmeno tra Fano e Marotta si cambia registro, e giusto nel primo tratto di provinciale che dovrà portarci a Corinaldo vedo il contachilometri, complici le pendenze dell’1-2% che ogni tanto ci si presentano, scendere qualche volta al di sotto dei 32. Al momento della svolta per imboccare la strada che dovrà condurci a Corinaldo, ridente paesino abbarbicato sul costone della collina, notiamo però la sua inagibilità causa lavori, e deduciamo che dovremo pertanto procedere ancora sulla provinciale per raggiungerlo dall’altra parte. Ciò comporta un allungamento di circa una decina di chilometri, forse più, ma i tempi della tabella di marcia non vengono assolutamente sfasati, giacchè la media, sino al momento in cui si intraprendono i primi saliscendi, si attesta intorno ad un considerevole 35 km/h! Una volta usciti dalla provinciale ci aspettano circa dieci chilometri di saliscendi non eccessivamente impegnativo per giungere al paese, ed alle sue porte, ci appare quella che per me è senza dubbio stata l’immagine più bella di giornata: pedalando in senso contrario vediamo infatti arrivare fresco e sorridente un ciclista con la divisa dei Biondi.

Avvicinandoci per salutarlo appuriamo, increduli ma non più di tanto, che trattasi dell’indomito Eugenio Binotti (classe 1944!), che di buon ora si è avviato, di primo mattino, per raggiungere Corinaldo da solo! Che dire, spesso avanziamo (io per primo) tante chiacchiere e tante lamentele su percorsi troppo duri e sull’incapacità di portarli a termine, ma di fronte a scene del genere non temo di essere retorico se dico che bisognerebbe solamente tacere e togliersi il cappello davanti ad un vero maestro, di ciclismo e forse anche più. Purtroppo al ristoro Eugenio non si fermerà con noi perché preferirà, giustamente, avviarsi con calma sulla via di casa, mentre noi, dopo esserci rifocillati osservando i preparativi di un imminente matrimonio sul sagrato della chiesa della piazza, ci rimettiamo in moto per ripartire. Prima di farlo però, notiamo che il solerte Fulvio Baldassarri, armatosi di carta e penna, si prodiga a stilare un reclamo scritto nei confronti del C.O. caldeggiando la creazione, per il 2012, di un nuovo Prestigino, parallelo a quello ufficiale, detto “Prestigino dei Succhiaruota” e dedicato a quanti, con particolare riferimento al sottoscritto, hanno mostrato invero assai scarsa propensione (per usare un eufemismo) a mettersi davanti a tirare il gruppo.

Terminata la fallimentare redazione del reclamo si procede tutti insieme: su suggerimento di un collega della zona che si è aggregato a noi, proseguiamo tramite un necessario cambiamento di percorso rispetto a quanto preventivato: qualche chilometro di leggero saliscendi e poi, giunti a Monterado, facile discesa di circa tre chilometri verso la provinciale da lì di nuovo tutti in fila verso Marotta, distante circa una decina di chilometri. Il tratto Marotta-Fano si presenta, per via del forte vento contrario, sicuramente come il più ostico: nonostante questo, l’andatura si mantiene sostenuta, quasi mai al di sotto dei 30 e spesso superiore ai 34. Più che la velocità è però l’irregolarità del ritmo (fattore tuttavia abbastanza inevitabile in presenza di un vento così forte e di una strada ricca di rotatorie) a creare qualche problema, specialmente in coda al gruppo, dove l’effetto elastico si fa sentire in tutta la sua durezza nei continui rilanci: poco prima di Fano infatti il plotone si spezza in due, e, una volta ricompattatosi, si riparte. Andatura ancora sostenuta fino a Pesaro, dove, complici due semafori rossi beccati in rapida successione mentre il gruppo riesce invece a passare, io e Andreini ci ritroviamo staccati e impossibilitati a ricongiungerci. Vabeh, poco male, la strada da fare è poca e semplice, per cui tanto vale risalire tranquillamente verso casa. Una volta giunto mi accorgo che la media definitiva di giornata è stata decisamente alta: il mio Polar segna infatti 30,3 km/h (spalmati su 157 km), nonostante conteggi anche il tratto che ho percorso di primo mattino, a passo lentissimo, da Gradara a Morciano e l’ultima quindicina di chilometri con Alberto, a ritmo inevitabilmente assai più moderato rispetto a quello tenuto dal gruppo.

Ricapitolando, al termine della bella giornata di ciclismo sono stati sanciti i primi verdetti: Roberto Aureli, Roberto Bendinelli, Pio Bilancioni, Giorgio Montanari e Franco Pascucci sono i primi prestigiosi della prima edizione del Prestigino, avendo totalizzato sette presenze su sette tappe. A loro, a nome mio e da quello del gruppo, le congratulazioni per l’importante traguardo raggiunto. Vediamo ora chi tra i cinque, non pago, tenterà l’en plein con otto su otto.

Nella prossima ed ultima tappa (11/09, Passo del Furlo) avranno invece l’opportunità di unirsi ai cinque, gli altri quattro candidati: Alberto Andreini, Luca Masini, Luigi Priori ed il sottoscritto.

Arrivederci e alla prossima!